EDIFICIO RESIDENZIALE - Demolizione, ristrutturazione e nuova costruzione Via Bondi Bologna

tipologia:
Architettura per l'abitare
realizzato da:
SICarchitetture, arch Ivanoe Castori
ubicazione:
Via Antonio Bondi, Bologna
committente:
Plen Costruzioni srl, Bologna
dimensione:
10 alloggi - 2 uffici - autorimesse - cantine
data progetto:
2011
data fine lavori:
2014

Descrizione

La zona nella quale si interviene è caratterizzata da svariate presenze di edifici artigianali ed industriali per gran parte ormai in disuso, tra cui il capannone su cui si propone l’intervento. L’edificio esistente è un capannone artigianale con annessa zona uffici e piccolo interrato che ospita gli spogliatoi e la centrale termica. I lati sud ed est sono caratterizzati dalla presenza di pensiline in aderenza ai confini del lotto; sul confine del lato sud insiste anche un volume adibito a magazzino. Su Via Antonio Bondi è importante la presenza di alberature, ed in particolare l’edificio esistente ricade all’interno dell’area di pertinenza di due tigli classificati dal Comune di Bologna. Lo strumento urbanistico prevede la sostituzione dell’edificio esistente con una nuova costruzione utilizzando come indice edificatorio il volume esistente (Ve = Vte). Il nuovo edificio che viene proposto ospiterà residenze e uffici al piano terra, con l’interrato, che occupa l’intera area del lotto, nel quale verranno ospitate autorimesse, cantine e i locali tecnici. In fase progettuale la committenza ha maturato la decisione di usufruire dell’incentivo proposto dall’art. 56 del RUE che, in seguito all’adozione di azioni progettuali che consentano il miglioramento delle caratteristiche di sostenibilità degli edifici, consente l’aumento del volume esistente fino al 20% a seguito del raggiungimento dei requisiti di eccellenza fissati nelle Schede tecniche di dettaglio. In particolare i valori prefissati nel progetto perseguono i seguenti obiettivi: • Contenimento dei consumi energetici invernali: edificio progettato in classe energetica A come da allegato 9 dell’atto di indirizzo regionale 156/2008 • Cura del verde, permeabilità e microclima urbano: progettazione dell’edificio e degli spazi scoperti tali da garantire un RIE > 6.0 (Uso 1 – abitativo di tipo urbano) • Risparmio e riuso delle acque: la progettazione degli impianti prevede la riduzione dell’acqua potabile per usi domestici a 120 l/abitante al giorno. • Riutilizzo dei materiali inerti di cantiere da costruzione e demolizione: la progettazione prevede l’utilizzo di materiali provenienti da impianti di recupero (ai sensi della parte IV del D.Lgs. 152/06) pari al 35 % del totale degli inerti necessari alla realizzazione dell’intervento. La geometria del lotto ed i numerosi vincoli al contorno, dettati soprattutto dalla vicinanza degli edifici circostanti minore di dieci metri e dalla presenza delle due importanti alberature su Via Bondi, condizionano fortemente la possibilità edificatoria in relazione al volume costruibile (Vt + 20%). In questo contesto prende forma il progetto che cerca di generare un edificio congruo alla funzione nel rispetto dei vincoli imposti dallo stato dei luoghi compatibile con le esigenze della committenza. In particolare, l’edificio si sviluppa in altezza mantenendo comunque una buona profondità del corpo di fabbrica, tale da permettere l’inserimento di tagli di alloggi adeguati alle richieste della proprietà. La scelta degli allineamenti stradali, per i quali, in conformità a quanto previsto nell’art. 24 del RUE, si chiede la deroga ai requisiti minimi, ha previsto il mantenimento dell’allineamento esistente su via Bondi e l’arretramento del fronte nord in una posizione tale da rispettare il vincolo della distanza minima dagli edifici su via Bernini e da essere in linea con l’edificio all’angolo tra Via Bernini e Via Manfredi. Inoltre, data l’area di pertinenza delle alberature su Via Bondi, solo il piano terra, per la porzione che sostituisce il volume esistente, ripropone l’edificio sul confine; a partire dal primo piano il volume arretra in modo da non interferire con l’area di pertinenza per tutto lo sviluppo delle piante. In maniera analoga anche il piano interrato è rispettoso del vincolo del verde, e posiziona un volume sulla pertinenza solo dove esso va a sostituirne uno esistente. Il vincolo delle alberature è ovviamente rispettato anche dal progetto strutturale. Le facciate sono declinate attraverso l’alternarsi dei balconi e delle pensiline aggettanti; per i primi si è volutamente cercato una carattere distinto dal contesto utilizzando un parapetto in struttura metallica e tamponamento in cristallo su ogni lato. La facciata ovest, su Via Bondi, per la quale è stato proposto l’arretramento dal primo piano in rispetto del vincolo del verde, è fortemente caratterizzata dalla presenza di una finestra bow window che aggetta per due piani. In accordo con un’indicazione data dalla CQAP il fronte su Via Bondi, all’angolo con Via Bernini, crea uno spazio “urbano”, rinunciando alla recinzione in un primo momento proposta e predisponendo una seduta in pietra naturale, a sottolineare il carattere pubblico/commerciale del piano terra, che ospita gli uffici. Inoltre in tal modo l’angolo assume lo stesso carattere di quello dell’edificio in fondo a Via Bernini sul quale chiediamo l’allineamento. Si salvaguarda in tale maniera la recinzione antistante le unità immobiliari a vocazione residenziale, che, in particolar modo per il monolocale, verrebbero fortemente penalizzate da un affaccio su area pubblica. Per tutte le recinzioni presenti si preferisce una tipologia a lamiera stirata come quella scelta per il parapetto di coronamento dell’edificio. Il rivestimento è previsto in pietra naturale al piano terra e in cappotto fugato per i restanti piani. I colori proposti sono stati scelti sulla base di quelli presenti nell’area su cui sorgerà l’edificio: dal contesto emergono edifici intonacati con tinte che vanno dal bianco al giallo fino all’ocra intenso. Anche la scelta di utilizzare un rivestimento in pietra naturale per il piano terra, oltre che dalla volontà di ancorare al suolo l’edificio e di garantirne una maggiore solidità, è scaturita dalla presenza storica dei basamenti in pietra degli edifici circostanti. A coronamento del fabbricato è presente una pensilina aggettante che svolge il doppio compito di contenere verde pensile e pannelli fotovoltaici, e contemporaneamente, insieme al frangisole in alluminio del lato est, crea un elemento di coronatura dell’edificio.